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Esperienza

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San Severo. Blitz “Reditus”: scarcerato Zizzo

L'UOMO, ASSISTITO DAGLI AVV.TI GIUSEPPE CASALE E INFANTE GUERINO, DURANTE L’INTERROGATORIO DI GARANZIA TENUTOSI MERCOLEDI SCORSO , HA DECISO DI RISPONDERE ALLE DOMANDE

Elementi difensivi che evidentemente hanno fatto breccia nel giudizio del Gip il quale ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari proprio alla luce dell’interrogatorio reso e dell’incensuratezza dell’indagato

Palazzo di giustizia

Con odierno provvedimento, il Gip presso il Tribunale di Foggia ha rimesso in libertà Vincenzo Zizzo, uno degli otto indagati nell’operazione Reditus, maxi indagine sulle estorsioni legate ai furti di auto.

Zizzo, assistito dagli Avv.ti Giuseppe Casale e Infante Guerino, durante l’interrogatorio di garanzia tenutosi mercoledi scorso , ha deciso di rispondere alle domande , offrendo dettagliatamente la propria ricostruzione dei fatti.

Successivamente all’interrogatorio la difesa ha depositato un articolata istanza dove oltre a circoscrivere il ruolo dell’indagato, ne descriveva la personalità documentando ampiamente non solo la completa incensuratezza , ma anche l’attività lavorativa pubblica che Zizzo svolge da anni quale assistente giudiziario.

Elementi difensivi che evidentemente hanno fatto breccia nel giudizio del Gip il quale ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari proprio alla luce dell’interrogatorio reso e dell’incensuratezza dell’indagato, e di conseguenza ha revocato in data odierna gli arresti domiciliari , rimettendo in libertà Zizzo.

 

Redazione statoquotidiano.it - Foggia, 5 giugno 2017

San Severo, “assolto ex assessore D’Amico”

NEL DIBATTIMENTO DI PRIMO GRADO, DURATO CIRCA SEI ANNI, LA DIFESA (RAPPRESENTATA DAGLI AVV.TI GIUSEPPE E RAFFAELE CASALE) HA DIMOSTRATO, ANCHE ATTRAVERSO UNA PERIZIA GRAFICA, LA COMPLETA INNOCENZA E BUONA FEDE DEL D'AMICO

I difensori inoltre hanno provato che la formazione di un elenco di professionisti a cui affidare gli incarichi con il criterio della rotazione era una scelta che garantiva la massima trasparenza amministrativa

Foggia, 28 aprile 2017. Nella giornata di ieri (ndr 26.4.17) è terminato il processo che vedeva imputato l’ing . Massimo D’amico , ex assessore all’ambiente del Comune di San Severo. La vicenda giudiziaria, cominciata nel 2011, aveva ad oggetto la formazione di un elenco di professionisti a cui l’Amministrazione Comunale avrebbe dovuto affidare incarichi esterni. All’ex assessore venivano contestati diversi reati di falso per i quali la Procura ha chiesto una condanna ad un anno di reclusione.

Nel dibattimento di primo grado, durato circa sei anni, la difesa (rappresentata dagli avv.ti Giuseppe e Raffaele Casale) ha dimostrato, anche attraverso una perizia grafica, la completa innocenza e buona fede del D’amico, il quale all’epoca dei fatti per questa vicenda si dimise dall’incarico in giunta. Durante il processo, articolatosi in 26 udienze, il collegio difensivo ha chiamato decine di testimoni, tra cui molti dipendenti, dirigenti ed assessori comunali, facendo emergere la correttezza dell’operato dell’ing.D’amico, il quale da assessore aveva portato la città di San Severo in cima alle classifiche nazionali per la raccolta differenziata.

I difensori inoltre hanno provato che la formazione di un elenco di professionisti a cui affidare gli incarichi con il criterio della rotazione era una scelta che garantiva la massima trasparenza amministrativa. Il Tribunale di Foggia, dopo una camera di consiglio terminata nel tardo pomeriggio, ha assolto l’interessato da tutte le imputazioni con la formula “perché il fatto non sussiste”.

 

Redazione "Stato Quotidiano" - 28 aprile 2017

Sequestro di persona a scopo di estorsione, assolti dopo due anni di custodia cautelare

La difesa: ""Resta l'amarezza per una detenzione ingiusta"

L'accusa era pesante, sequestro di persona a scopo di estorsione. Nicola Cortinove, 41 anni, di San Salvo, e Michele Marinelli, 29, San Severo, sono stati assolti dalla Corte d'Assise con la formula il fatto non sussiste. La pubblica accusa aveva chiesto due condanne a 25 e 28 anni.
La difesa rappresentata dagli avvocati Antonino Cerella e Giuseppe Casale del foro di Foggia esulta. "Resta l'amarezza per una detenzione ingiusta. I nostri clienti hanno subito due anni di custodia cautelare ingiustamente", hanno commentato al termine del processo.
Ad accusarli era stata la presunta vittima. La grave accusa, contestata dalla Procura, era quella di aver agito al fine di procurarsi un ingiusto profitto. Gli indagati, secondo il racconto di un operaio di San Salvo, avrebbero cercato di farsi consegnare da lui ottomila euro come pagamento per la cessione, avvenuta precedentemente, di sostanza stupefacente.
Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine l’operaio venne tenuto in ostaggio per cinque giorni durante i quali sarebbe stato malmenato e minacciato ripetutamente di morte. Altre volte i sequestratori avevano minacciato di morte i suoi familiari.
Il fatto si verificò a maggio 2015. L’operaio raccontò di essere stato prelevato sotto casa, privato dei documenti e costretto a salire in auto, destinazione Puglia. Gli imputati lo avevano chiuso in un capannone di Apricena, nel Foggiano, legandogli, mani e piedi con fascette di plastica. Non poteva chiedere aiuto perché gli era stata chiusa la bocca con un sacchetto di plastica.
redazione noixvoi24.it

 

25 febbraio 2017

abusi sessuali, sentenze annullate

Nuovo processo per i due infermieri dell’ospedale Tatarella di Cerignola arrestati nel 2009 per violenza sessuale nei confronti di una donna, parente di una donna che era ricoverata al nosocomio ofantino. Secondo la tesi dell’accusa i due, uno di San Severo e uno di Cerignola, nel 2007, avrebbero – separatamente - prima tentato di baciare una donna che si era recata nella medicheria di un reparto e poi sarebbe stata costretta a subire atti di libidine. I due imputati erano stati condannati sia in primo, che in secondo grado perché i giudici avevano ritenuto credibile il racconto della vittima. Nei giorni scorsi però la terza sezione della Cassazione ha annullato le condanne accogliendo ricorsi dei difensori dei due – gli avvocati Giuseppe Casale e Rosario Marino - che avevano evidenziato come le dichiarazioni della giovane donna non fossero assolutamente attendibili perché «tra l’altro non era possibile che avesse subito più violenze in momenti diversi senza chiamare aiuto in un ospedale affollato – hanno detto i giudici - come uno stadio. Le argomentazioni difensive hanno fatto breccia nei giudici romani che hanno cassato completamente le condanne imponendo alla Corte d’appello di Bari di rifare il processo.

 

4 febbraio 2017 | 10:45

Torna in libertà Maria Pia Bolumetto

Torna in libertà Maria Pia Bolumetto, una delle 39 persone coinvolte nella maxi truffa all’INPS di Foggia. Dopo il dipendente dell’agenzia di stranieri, rimesso in libertà dal tribunale nelle scorse ore, oggi il gip Carmen Corvino non ha ritenuto più necessari gli arresti domiciliari per la 33enne. Decisione arrivata dopo l’interrogatorio di garanzia.


L’indagata, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha prodotto tramite il proprio difensore, l’avvocato Giuseppe Casale, dei documenti alla luce dei quali il giudice ha disposto la remissione in libertà dell’interessata.

 

Secondo l’accusa, la Bolumetto insieme a Vincenzo Nazzaro, Pasquale Rinaldi, Gennaro Schinco, Michele Lordo, Giuseppe Maggio, Giuseppe Raccuia, Vittorio Wilson Carlomagno e Roberto Perdonò, collaborava fattivamente e continuativamente con i capi dell’organizzazione, eseguendo specifiche direttive, per l’attuazione del disegno crimimoso. Inoltre questi soggetti fungevano da titolari o amministratori delle ditte e società (“fantasma”, ndr) impiegate per le false assunzioni, finalizzate alle truffe Inps o all’illegale rilascio dei permessi di soggiorno.

 

Redazione L’immediato 24.3.2016

l'avvocato grazia casale tra le più suffragate al consiglio dell'ordine

Il 22, 23 e 24 febbraio scorsi si sono svolte presso il Tribunale di Foggia le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, l’organo forense più importante e rappresentativo dell’avvocatura dell’intera provincia.


Infatti quest’anno si trattava delle prime elezioni dopo l’accorpamento del Tribunale di Lucera con quello di Foggia.


Tra gli eletti compare anche l’avv. Grazia Casale che avendo ottenuto 1126 preferenze è risultata una delle candidate più suffragate e sarà l’unico avvocato sanseverese presente nel prestigioso organismo forense.
L’avvocato Casale, che è al suo terzo mandato consecutivo, affiancherà il nuovo Presidente, il manfredoniano Stefano Foglia.

 

Gazzetta di San Severo 30.05.2015

San Severo: La cassazione assolve Cologno e D’Alessandro

Si e’ concluso questa mattina l’ultimo capitolo della vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto il dott.Luigi Cologno e l’arch.Dalessandro Antonio, rispettivamente all’epoca dei fatti Direttore Generale e dirigente del comune di san severo.

Il processo era ritonato a bari dopo che la difesa , rappresentata dagli avv.ti Giuseppe Casale (per Cologno), Guido Derossi e Lorenzo Digennaro (per Dalessandro) , aveva ottenuto dalla Corte di Cassazione l’annullamento della sentenza.

La corte di appello di bari III sezione penale ha assolto il Cologno ed il Dalessandro perche’ il fatto non sussiste.

Il processo riguardava l’ultima imputazione rimasta in piedi, quella di violenza privata, dopo che nei gradi precedenti era intervenuta l’assoluzione per tutti gli altri capi d’imputazione. L’indagine riguardava la gestione del cimitero e prese le mosse dalle denunce di un dipendente del Comune.

Nonostante fosse ormai maturata la prescrizione la difesa ha chiesto una sentenza di proscioglimento pieno nel merito. I Giudici baresi dopo due udienze e una camera di consiglio durata circa 1 ora hanno accolto la tesi dei

difensori , che avevano sostenuto la completa inattendibilita’ del denunciante alla luce di diversi elementi di fatto emersi durante l’istruttoria dibattimentale.

Questo il commento dell’avv.Giuseppe Casale: “ siamo soddisfatti del risultato processuale ottenuto : anche perche’ si e’ trattato di un processo molto lungo ed articolato , che ha registrato pure un annullamento da parte della Corte di Cassazione e che vedeva imputati molti amministratori del comune, risultati tutti assolti con la formula piu’ ampia”

 

La Gazzetta di San Severo – 27/11/2014

SAN SEVERO: L’AVV. CASALE ELETTO VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA PENALE DI FOGGIA

Nella giornata di giovedi 11 luglio us presso il Tribunale di Foggia si sono tenute le elezioni per il rinnovo dei vertici della Camera Penale, organismo rappresentativo degli avvocati penalisti della provincia di Foggia.

È stato confermato quale presidente l’avvocato foggiano Gianluca Ursitti.

 

Mentre alla vicepresidenza è stato eletto il giovane penalista sanseverese, Giuseppe Casale, che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti degli iscritti. Si tratta di un riconoscimento importante per l’intera avvocatura di San Severo che risulta così presente nel consiglio direttivo di questo prestigioso organismo forense.

 

Gazzetta di San Severo 16.07.2013

Cagnano: imprenditori tornano in libertà, erano accusati di bancarotta fraudolenta e truffa

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera ha accolto l'istanza del difensore, avv. Giuseppe Casale

Sono ritornati in libertà i due imprenditori di Cagnano Varano operanti nel settore del calcestruzzo ed arrestati il 12 giugno 2013 con l'accusa di bancarotta fraudolenta per un passivo di circa 6 milioni di euro. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera ha accolto l'istanza del difensore, avv. Giuseppe Casale, e alla luce di alcuni nuovi elementi processuali, ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari disponendo l’immediata remissione in libertà degli indagati.

Redazione Foggia today 26 giugno 2013

Morto investito da autocarro, assolto figlio 59enne di San Severo

FOGGIAMANFREDONIA2 OTT 2015, 13:21

INCIDENTE AVVENUTO IL 23 AGOSTO 2010

 

Foggia. Si è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri (ndr 1.10.15) la vicenda giudiziaria per la tragica morte di Antonio Gernone. L’uomo di 59 anni fu vittima di un incidente avvenuto il 23 agosto 2010, investito dall’autocarro guidato dal figlio Rocco, durante una manovra nel piazzale di via San Paolo all’ingresso di San Severo. Gernone Rocco fu accusato pertanto dell’omicidio del padre. Dopo cinque anni di udienze, il Tribunale di Foggia, accogliendo la tesi del difensore avv. Giuseppe Casale, ha assolto l’imputato con formula piena riconoscendo che lo stesso non aveva avuto nessuna colpa nel drammatico investimento del padre.

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