Penalisti e civilisti a San Severo (Foggia)

In questa pagina sono riportati articoli di stampa relativi ad alcuni casi giudiziari che hanno visto impegnati gli avvocati dello Studio Legale Casale. Nel corso degli anni lo Studio è stato protagonista di numerosi processi di notevole rilevanza maturando un’importante esperienza.

Violenza sessuale nell’ospedale di Cerignola, assolti due infermieri dopo condanne in primo e secondo grado

Nel tarda serata di ieri la Corte d’Appello di Bari  ha assolto i due infermieri dell’ospedale di Cerignola che erano stati arrestati nel 2009 per violenza sessuale nei confronti di una donna all’interno del nosocomio ofantino. 

Accolte integralmente le richieste dei difensori – gli avvocati Giuseppe Casale, Raffaele Casale e Rosario Marino – che avevano evidenziato come le dichiarazioni della giovane donna non fossero assolutamente attendibili perché “tra l’altro non era possibile che avesse subito più violenze in momenti diversi senza chiamare aiuto in un ospedale affollato  come uno stadio”.

Immediato.it – 24 Novembre 2021
 

San Severo, blitz Reditus: assolto Zizzo

Si è conclusa da poche ore presso il Tribunale di Foggia l’ultima udienza del processo “Reditus”, che vedeva inizialmente alla sbarra sette sanseveresi, accusati di molteplici episodi di estorsioni legate ai furti d’auto (cd.cavallo di ritorno).
Assolto con formula piena Vincenzo Zizzo, dipendente comunale, difeso dagli avv.ti Giuseppe e Raffaele Casale. Durante il dibattimento è stato dimostrato che era stato coinvolto nelle intercettazioni solo perche’ aveva cercato di aiutare un suo zio vittima del furto dell’auto.
Termina così l’incubo giudiziario che ha travolto questo incensurato, il quale durante le indagini era stato anche arrestato in applicazione di una misura cautelare detentiva emessa dal Gip (annullata dieci giorni dopo dal Tribunale della Liberta’di Bari).

Lagazzettadisansevero.it – 19 Ottobre 2021
 

SAN SEVERO: CONCESSI GLI ARRESTI DOMICILIARI AD ANTONIO BONAVENTURA

Il gip ha predisposto gli arresti domiciliari per Antonio Bonaventura, fratello di Luigi Bonaventura, assassinato in corso Leone Mucci, a San Severo, il 14 agosto scorso.

Nell’agguato, rimasero feriti altre due persone, un uomo di 27 anni, colpito a una gamba e un ragazzo di 12 anni.

Antonio Bonaventura, era stato arrestato il 23 agosto scorso, con l’accusa di riciclaggio e trasferito nel carcere di Foggia.

Era stato colto in flagrante mentre surrogava la targa, di origine bulgara, a un’auto di grossa cilindrata rubata a Campomarino.

Gli inquirenti pensavano che la sostituzione della targa dell’auto servisse a Bonaventura per vendicare l’uccisione del fratello.

In realtà, le ipotesi non si sono tradotte in accuse concrete.

Interrogato dagli investigatori, il fratello del 32enne ucciso, ha respinto le incriminazioni, asserendo che un suo conoscente gli avrebbe chiesto di cambiare la targa. Lo stesso, ha anche affermato di non essere a conoscenza del furto dell’auto.

 
Ranews.it 
 

San Severo: esami pubblici, assolto funzionario accusato di falso.

Durante il processo la difesa ha dimostrato che l’imputato era stato tratto in errore da un altro componente della commissione esaminatrice.
 
StatoQuotidiano.it – 03 Marzo 2020
 

San Severo, accoltella anziano in strada: scarcerato 32enne.

I fatti risalgono allo scorso martedì. L’indagato, assistito dall’avv.Giuseppe Casale, ha risposto alle domande del magistrato offrendo la sua ricostruzione dei fatti. La decisione del giudice risponde al comportamento collaborativo dell’accusato

San Severo: arrestato e subito scarcerato pregiudicato sorpreso con fucile.

In data 26.10.19 i Carabinieri della locale stazione hanno sorpreso Manzaro Leonardo , pregiudicato, classe 1970, armato di fucile in agro di San Severo alla c.da Sant’Antonio, impegnato in una battuta di caccia. L’arma risultava rubata, mentre il soggetto, privo di qualsiasi licenza, veniva trovato in possesso anche di 132 munizioni e 250 cartucce. 
I militari pertanto procedevano subito all’arresto del Manzaro a cui venivano contestati tra l’altro i reati di ricettazione, porto illecito di fucile e munizioni, caccia abusiva. L’arrestato, assistito dall’avv.Giuseppe Casale, veniva sottoposto nella giornata di ieri (ndr 29.10.19) all’udienza di convalida, nel corso della quale il Pm di turno chiedeva la misura cautelare carceraria. Il Gip del Tribunale di Foggia, accogliendo le richieste della difesa, rimetteva in liberta’ l’indagato imponendogli solo l’obbligo di presentazione alla Polizia.
 
Youlive San Severo – 2/11/2019
 

Arrestato per droga 48 ore fa, immediata revoca degli arresti per 31enne di San Severo

Il Giudice Monocratico, ha accolto la richiesta dell’avvocato Giuseppe Casale ed ha ritenuto non sussistenti i presupposti per una misura cautelare

È stato appena rimesso in libertà Antonio Donato De Vito, sanseverese, classe 1988, arrestato l’altro ieri per spaccio di sostanze stupefacenti.

Celebratasi stamattina l’udienza di convalida presso il Tribunale di Foggia, il Giudice Monocratico, ha accolto la richiesta dell’avvocato Giuseppe Casale ed ha ritenuto non sussistenti i presupposti per una misura cautelare.

Ha disposto quindi l’immediata revoca degli arresti.

L’immediato – 28/02/19

SAN SEVERO: assoluzione bis per Marinelli e Cortinove

Si e’ celebrato ieri (ndr 20.12.18) il processo d’ appello a carico di Marinelli Michele e Cortinove Mirko.
 
Il Pm ha chiesto condanne a 25 e 28 anni di carcere.
 
I due imputati erano accusati infatti di aver sequestrato nel maggio del 2015, un giovane operaio di San Salvo, F.B., tenendolo segregato per cinque giorni in un capannone abbandonato alla periferia di San Severo, per ottenere un riscatto dai genitori.
 
Nei loro confronti vi erano le dichiarazioni della vittima, quelle dei genitori, la documentazione bancaria, una perizia medico legale sulle ferite sul corpo del ragazzo e il rinvenimento del materiale utilizzato per immobilizzarlo e tenerlo segregato .
 
Le indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia portavano subito all’arresto dei due imputati che subivano una carcerazione preventiva durata quasi due anni.
 
Nel processo di primo grado pero’, durante un’infuocata istruttoria , la difesa faceva emergere numerose contraddizioni nel racconto delle persone offese e molte lacune delle indagini.
 
Tanto che la Corte di Assise di Lanciano assolveva in primo grado entrambi gli imputati.
 
Sentenza che non veniva condivisa però dall’accusa che proponeva appello.
 
Nel tardo pomeriggio di ieri la Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, dopo aver ascoltato le arringhe del PG e dei difensori (avv.Giuseppe Casale e Giovanni Cerella), ha confermato l’assoluzione.
 
La Gazzetta di San Severo – 21/12/2018
 

Rapina a Sarni Oro, non bastano le prove, assolto Bonaventura

L’avvocato Casale: “Il mio assistito poteva aver toccato il pantalone con le tracce prima che il vero rapinatore lo acquistasse”
Fa ancora discutere la sentenza che ha assolto Luigi Ermanno Bonaventura, uno dei presunti autori della rapina alla gioielleria Sarni Oro di Vasto che l’ 11 aprile 2016 procurò un bottino di oltre 520.000 euro. Le prove a carico del giovane sanseverese apparivano schiaccianti.
 
Gli inquirenti, con l’ausilio del Ris, avevano individuato sugli indumenti utilizzati dai rapinatori sia il DNA del Bonaventura, che una sua impronta papillare. Inoltre c’erano i tabulati telefonici. Macigni probatori che però non sono stati evidentemente ritenuti sufficienti per una condanna.
 
Contattato telefonicamente uno dei difensori del Bonaventura, l’avv. Giuseppe Casale, superando la sua naturale riservatezza, ha rivelato che tutta la strategia difensiva è stata costruita intorno al principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio. “Un principio di civiltà giuridica fondamentale, presente anche nel nostro ordinamento e che si fonda sull’idea che in caso di dubbio è preferibile un colpevole in libertà che non un innocente in carcere. Il mio assistito poteva aver toccato il pantalone con le tracce prima che il vero rapinatore lo acquistasse”.
 
noixvoi24.it – 26/07/18
 

SAN SEVERO: Assolto e scarcerato Bonaventura Luigi

Il giovane sanseverese era in stato di arresto con l’accusa di aver realizzato l’11 aprile 2016 la rapina alla gioielleria Sarni di Vasto che fruttò un bottino di oltre mezzo milione di euro.
Quella sera un commando di cinque persone armate e mascherate fece irruzione con tecniche militari nel centro commerciale e portò via tutti i preziosi presenti.
Ad incastrare il Bonaventura vi erano oltre i tabulati telefonici, le sue impronte papillari e il suo DNA sugli indumenti utilizzati dai rapinatori.
Nella giornata di ieri (ndr 19.7.18 ) si è celebrato presso il Tribunale di Vasto il processo con rito abbreviato ed il PM ha chiesto per il Bonaventura una condanna ad anni 6 mesi 8 di reclusione.
I difensori del Bonaventura (l’avv.Giuseppe Casale e l’avv.A.Cerella) hanno dimostrato invece che gli indizi non erano sufficienti a dimostrare la colpevolezza del loro assistito oltre ogni ragionevole dubbio.
Il Giudice dopo circa due ore di camera di consiglio ha assolto il Bonaventura disponendone l’immediata scarcerazione.
 
La Gazzetta di San severo – 20 luglio 2018
 

Aggressione con un ascia, libero Daniele Ciavarella.

L’INDAGATO, ASSISTITO DALL’AVV. GIUSEPPE CASALE, HA RISPOSTO ALLE DOMANDE DEL GIUDICE
Foggia 10 luglio 2018
All’esito dell’udienza di convalida il Gip di Foggia – dott.Protano- ha concesso al Ciavarella la misura degli arresti domiciliari presso un’ altra abitazione.
San Severo. Nella mattinata di oggi si è svolto presso il carcere di Foggia l’interrogatorio di Ciavarella Daniele, il sanseverese arrestato venerdì scorso con l’accusa di aver aggredito la moglie armato di un’ascia.
L’indagato, assistito dall’avv. Giuseppe Casale, ha risposto alle domande del giudice fornendo la propria ricostruzione dei fatti.
All’esito dell’udienza di convalida il Gip di Foggia – dott.Protano- ha concesso al Ciavarella la misura degli arresti domiciliari presso un’ altra abitazione.

San Severo, blitz Reditus: scarcerato Zizzo

L’UOMO, ASSISTITO DAGLI AVV.TI GIUSEPPE CASALE E INFANTE GUERINO, DURANTE L’INTERROGATORIO DI GARANZIA TENUTOSI MERCOLEDÌ SCORSO , HA DECISO DI RISPONDERE ALLE DOMANDE

 

ELEMENTI DIFENSIVI CHE EVIDENTEMENTE HANNO FATTO BRECCIA NEL GIUDIZIO DEL GIP IL QUALE HA RITENUTO ATTENUATE LE ESIGENZE CAUTELARI PROPRIO ALLA LUCE DELL’INTERROGATORIO RESO E DELL’INCENSURATEZZA DELL’INDAGATO

Con odierno provvedimento, il Gip presso il Tribunale di Foggia ha rimesso in libertà Vincenzo Zizzo, uno degli otto indagati nell’operazione Reditus, maxi indagine sulle estorsioni legate ai furti di auto.

 

Zizzo, assistito dagli Avv.ti Giuseppe Casale e Infante Guerino, durante l’interrogatorio di garanzia tenutosi mercoledi scorso, ha deciso di rispondere alle domande, offrendo dettagliatamente la propria ricostruzione dei fatti.

 

Successivamente all’interrogatorio la difesa ha depositato un articolata istanza dove oltre a circoscrivere il ruolo dell’indagato, ne descriveva la personalità documentando ampiamente non solo la completa incensuratezza, ma anche l’attività lavorativa pubblica che Zizzo svolge da anni quale assistente giudiziario.

 

Elementi difensivi che evidentemente hanno fatto breccia nel giudizio del Gip il quale ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari proprio alla luce dell’interrogatorio reso e dell’incensuratezza dell’indagato, e di conseguenza ha revocato in data odierna gli arresti domiciliari, rimettendo in libertà Zizzo.

 

Redazione statoquotidiano.it – Foggia, 5 giugno 2017

CAGNANO: IMPRENDITORI TORNANO IN LIBERTÀ, ERANO ACCUSATI DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA E TRUFFA

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera ha accolto l’istanza del difensore, avv. Giuseppe Casale

Sono ritornati in libertà i due imprenditori di Cagnano Varano operanti nel settore del calcestruzzo e arrestati il 12 giugno 2013 con l’accusa di bancarotta fraudolenta per un passivo di circa 6 milioni di euro. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera ha accolto l’istanza del difensore, avv. Giuseppe Casale, e alla luce di alcuni nuovi elementi processuali, ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari disponendo l’immediata remissione in libertà degli indagati.

Redazione Foggia today 26 giugno 2013

TORNA IN LIBERTÀ MARIA PIA BOLUMETTO

Torna in libertà Maria Pia Bolumetto, una delle 39 persone coinvolte nella maxi truffa all’INPS di Foggia. Dopo il dipendente dell’agenzia di stranieri, rimesso in libertà dal tribunale nelle scorse ore, oggi il gip Carmen Corvino non ha ritenuto più necessari gli arresti domiciliari per la 33enne. Decisione arrivata dopo l’interrogatorio di garanzia.

L’indagata, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha prodotto tramite il proprio difensore, l’avvocato Giuseppe Casale, dei documenti alla luce dei quali il giudice ha disposto la remissione in libertà dell’interessata.

Secondo l’accusa, la Bolumetto insieme a Vincenzo Nazzaro, Pasquale Rinaldi, Gennaro Schinco, Michele Lordo, Giuseppe Maggio, Giuseppe Raccuia, Vittorio Wilson Carlomagno e Roberto Perdonò, collaborava fattivamente e continuativamente con i capi dell’organizzazione, eseguendo specifiche direttive, per l’attuazione del disegno crimimoso. Inoltre questi soggetti fungevano da titolari o amministratori delle ditte e società (“fantasma”, ndr) impiegate per le false assunzioni, finalizzate alle truffe Inps o all’illegale rilascio dei permessi di soggiorno.

Redazione L’immediato 24.3.2016

MORTO INVESTITO DA AUTOCARRO, ASSOLTO FIGLIO 59ENNE DI SAN SEVERO

FOGGIAMANFREDONIA 2 OTT 2015, 13:21

INCIDENTE AVVENUTO IL 23 AGOSTO 2010

Foggia. Si è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri (ndr 1.10.15) la vicenda giudiziaria per la tragica morte di Antonio Gernone. L’uomo di 59 anni fu vittima di un incidente avvenuto il 23 agosto 2010, investito dall’autocarro guidato dal figlio Rocco, durante una manovra nel piazzale di via San Paolo all’ingresso di San Severo. Gernone Rocco fu accusato pertanto dell’omicidio del padre. Dopo cinque anni di udienze, il Tribunale di Foggia, accogliendo la tesi del difensore avv. Giuseppe Casale, ha assolto l’imputato con formula piena riconoscendo che lo stesso non aveva avuto nessuna colpa nel drammatico investimento del padre.


Redazione Stato Quotidiano@riproduzioneriservata

San Severo, assolto l’ex assessore Massimo D’Amico.

NEL DIBATTIMENTO DI PRIMO GRADO, DURATO CIRCA SEI ANNI, LA DIFESA (RAPPRESENTATA DAGLI AVV.TI GIUSEPPE E RAFFAELE CASALE) HA DIMOSTRATO, ANCHE ATTRAVERSO UNA PERIZIA GRAFICA, LA COMPLETA INNOCENZA E BUONA FEDE DEL D’AMICO

 

I DIFENSORI INOLTRE HANNO PROVATO CHE LA FORMAZIONE DI UN ELENCO DI PROFESSIONISTI A CUI AFFIDARE GLI INCARICHI CON IL CRITERIO DELLA ROTAZIONE ERA UNA SCELTA CHE GARANTIVA LA MASSIMA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA

Foggia, 28 aprile 2017. Nella giornata di ieri (ndr 26.4.17) è terminato il processo che vedeva imputato l’ing . Massimo D’amico, ex assessore all’ambiente del Comune di San Severo. La vicenda giudiziaria, cominciata nel 2011, aveva a oggetto la formazione di un elenco di professionisti a cui l’Amministrazione Comunale avrebbe dovuto affidare incarichi esterni. All’ex assessore venivano contestati diversi reati di falso per i quali la Procura ha chiesto una condanna a un anno di reclusione.


Nel dibattimento di primo grado, durato circa sei anni, la difesa (rappresentata dagli avv.ti Giuseppe e Raffaele Casale) ha dimostrato, anche attraverso una perizia grafica, la completa innocenza e buona fede del D’amico, il quale all’epoca dei fatti per questa vicenda si dimise dall’incarico in giunta. Durante il processo, articolatosi in 26 udienze, il collegio difensivo ha chiamato decine di testimoni, tra cui molti dipendenti, dirigenti ed assessori comunali, facendo emergere la correttezza dell’operato dell’ing.D’amico, il quale da assessore aveva portato la città di San Severo in cima alle classifiche nazionali per la raccolta differenziata.


I difensori inoltre hanno provato che la formazione di un elenco di professionisti a cui affidare gli incarichi con il criterio della rotazione era una scelta che garantiva la massima trasparenza amministrativa. Il Tribunale di Foggia, dopo una camera di consiglio terminata nel tardo pomeriggio, ha assolto l’interessato da tutte le imputazioni con la formula “perché il fatto non sussiste”.


Redazione “Stato Quotidiano” – 28 aprile 2017

Sequestro di persona a scopo di estorsione, assolti.

Smontata la tesi accusatoria.

L’accusa era pesante, sequestro di persona a scopo di estorsione. Nicola Cortinove, 41 anni, di San Salvo, e Michele Marinelli, 29, San Severo, sono stati assolti dalla Corte d’Assise con la formula il fatto non sussiste. La pubblica accusa aveva chiesto due condanne a 25 e 28 anni.

La difesa rappresentata dagli avvocati Antonino Cerella e Giuseppe Casale del foro di Foggia esulta. “Resta l’amarezza per una detenzione ingiusta. I nostri clienti hanno subito due anni di custodia cautelare ingiustamente”, hanno commentato al termine del processo.

Ad accusarli era stata la presunta vittima. La grave accusa, contestata dalla Procura, era quella di aver agito al fine di procurarsi un ingiusto profitto. Gli indagati, secondo il racconto di un operaio di San Salvo, avrebbero cercato di farsi consegnare da lui ottomila euro come pagamento per la cessione, avvenuta precedentemente, di sostanza stupefacente.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine l’operaio venne tenuto in ostaggio per cinque giorni durante i quali sarebbe stato malmenato e minacciato ripetutamente di morte. Altre volte i sequestratori avevano minacciato di morte i suoi familiari.

Il fatto si verificò a maggio 2015. L’operaio raccontò di essere stato prelevato sotto casa, privato dei documenti e costretto a salire in auto, destinazione Puglia. Gli imputati lo avevano chiuso in un capannone di Apricena, nel Foggiano, legandogli, mani e piedi con fascette di plastica. Non poteva chiedere aiuto perché gli era stata chiusa la bocca con un sacchetto di plastica.

 

Redazione noixvoi24.it – 25 febbraio 2017

ABUSI SESSUALI, SENTENZE ANNULLATE

Nuovo processo per i due infermieri dell’ospedale Tatarella di Cerignola arrestati nel 2009 per violenza sessuale nei confronti di una donna, parente di una donna che era ricoverata al nosocomio ofantino. Secondo la tesi dell’accusa i due, uno di San Severo e uno di Cerignola, nel 2007, avrebbero – separatamente – prima tentato di baciare una donna che si era recata nella medicheria di un reparto e poi sarebbe stata costretta a subire atti di libidine. I due imputati erano stati condannati sia in primo, che in secondo grado perché i giudici avevano ritenuto credibile il racconto della vittima. Nei giorni scorsi però la terza sezione della Cassazione ha annullato le condanne accogliendo ricorsi dei difensori dei due – gli avvocati Giuseppe Casale e Rosario Marino – che avevano evidenziato come le dichiarazioni della giovane donna non fossero assolutamente attendibili perché «tra l’altro non era possibile che avesse subito più violenze in momenti diversi senza chiamare aiuto in un ospedale affollato – hanno detto i giudici – come uno stadio. Le argomentazioni difensive hanno fatto breccia nei giudici romani che hanno cassato completamente le condanne imponendo alla Corte d’appello di Bari di rifare il processo.


4 febbraio 2017 | 10:45

L‘AVVOCATO GRAZIA CASALE TRA LE PIÙ SUFFRAGATE AL CONSIGLIO DELL’ORDINE

Il 22, 23 e 24 febbraio scorsi si sono svolte presso il Tribunale di Foggia le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, l’organo forense più importante e rappresentativo dell’avvocatura dell’intera provincia.

Infatti quest’anno si trattava delle prime elezioni dopo l’accorpamento del Tribunale di Lucera con quello di Foggia.

Tra gli eletti compare anche l’avv. Grazia Casale che avendo ottenuto 1126 preferenze è risultata una delle candidate più suffragate e sarà l’unico avvocato sanseverese presente nel prestigioso organismo forense.

L’avvocato Casale, che è al suo terzo mandato consecutivo, affiancherà il nuovo Presidente, il manfredoniano Stefano Foglia.

Gazzetta di San Severo 30.05.2015

SAN SEVERO: LA CASSAZIONE ASSOLVE COLOGNO E D’ALESSANDRO

Si è concluso questa mattina l’ultimo capitolo della vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto il dott. Luigi Cologno e l’arch. Dalessandro Antonio, rispettivamente all’epoca dei fatti Direttore Generale e dirigente del comune di san severo.

Il processo era ritonato a bari dopo che la difesa, rappresentata dagli avv.ti Giuseppe Casale (per Cologno), Guido Derossi e Lorenzo Digennaro (per Dalessandro), aveva ottenuto dalla Corte di Cassazione l’annullamento della sentenza.

La corte di appello di bari III sezione penale ha assolto il Cologno e il Dalessandro perchè il fatto non sussiste.

Il processo riguardava l’ultima imputazione rimasta in piedi, quella di violenza privata, dopo che nei gradi precedenti era intervenuta l’assoluzione per tutti gli altri capi d’imputazione. L’indagine riguardava la gestione del cimitero e prese le mosse dalle denunce di un dipendente del Comune.

Nonostante fosse ormai maturata la prescrizione la difesa ha chiesto una sentenza di proscioglimento pieno nel merito. I Giudici baresi dopo due udienze e una camera di consiglio durata circa 1 ora hanno accolto la tesi dei difensori, che avevano sostenuto la completa inattendibilità del denunciante alla luce di diversi elementi di fatto emersi durante l’istruttoria dibattimentale.

Questo il commento dell’avv.Giuseppe Casale: “siamo soddisfatti del risultato processuale ottenuto : anche perchè si è trattato di un processo molto lungo e articolato, che ha registrato pure un annullamento da parte della Corte di Cassazione e che vedeva imputati molti amministratori del comune, risultati tutti assolti con la formula più ampia”

La Gazzetta di San Severo – 27/11/2014

SAN SEVERO: L’AVV. CASALE ELETTO VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA PENALE DI FOGGIA

Nella giornata di giovedi 11 luglio presso il Tribunale di Foggia si sono tenute le elezioni per il rinnovo dei vertici della Camera Penale, organismo rappresentativo degli avvocati penalisti della provincia di Foggia.

È stato confermato quale presidente l’avvocato foggiano Gianluca Ursitti.

Mentre alla vicepresidenza è stato eletto il giovane penalista sanseverese, Giuseppe Casale, che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti degli iscritti. Si tratta di un riconoscimento importante per l’intera avvocatura di San Severo che risulta così presente nel consiglio direttivo di questo prestigioso organismo forense.

Gazzetta di San Severo 16.07.2013